La Funtanazza, Podere Badia, piscine e hotel: perché la vendita degli immobili dell’ex Provincia di Trapani sta facendo discutere

Hotel La Badia, Sorrento (updated prices 2026)

Quando un’istituzione pubblica decide di vendere terreni, edifici e proprietà storiche, non si tratta mai di una semplice operazione finanziaria. È una scelta che ridisegna territori, comunità e memoria collettiva. È esattamente ciò che sta accadendo nella Sicilia occidentale, dove il Libero Consorzio Comunale di Trapani – l’ente che ha sostituito la ex Provincia regionale – ha ufficialmente avviato un vasto piano di vendita, locazione e concessione di decine di immobili pubblici nel triennio 2026–2028.

Al centro dell’attenzione ci sono nomi che vanno ben oltre un normale elenco immobiliare: La Funtanazza di Alcamo, Podere Badia a Marsala, le piscine e strutture sportive provinciali, e hotel e residence a Pantelleria ed Erice. Non sono beni anonimi. Sono luoghi legati alla tutela ambientale, all’istruzione, allo sport, al turismo e persino al conflitto sociale e all’attivismo civico.

Ma cosa è realmente in vendita? Come funziona la procedura? E perché questa operazione sta generando un acceso dibattito politico e pubblico? Vediamolo punto per punto, in modo chiaro e colloquiale.

Una grande operazione del Libero Consorzio Comunale di Trapani

Con un avviso pubblico, il Libero Consorzio ha invitato privati, imprese e investitori a presentare manifestazioni di interesse per gli immobili inseriti nel Piano di dismissione e valorizzazione immobiliare 2026–2028.

L’obiettivo dichiarato è semplice:
dismettere i beni che non svolgono più funzioni istituzionali e generare entrate attraverso vendite, affitti o concessioni, partendo sempre da una base d’asta e assegnando al miglior offerente sopra il prezzo minimo.

Sulla carta, l’operazione rispetta la normativa nazionale sulla gestione del patrimonio pubblico. Nella pratica, però, il numero e la sensibilità dei beni coinvolti sollevano interrogativi più profondi sul governo del territorio, sull’interesse pubblico e sulla sottile linea di confine tra valorizzazione e svendita.

La Funtanazza di Alcamo: molto più di un edificio

Pochi immobili rappresentano questo dibattito meglio di La Funtanazza, situata ad Alcamo.

Cos’è La Funtanazza?

  • Struttura in categoria D/2
  • Superficie di circa 2.000 metri quadrati
  • Situata all’interno della Riserva Naturale di Monte Bonifato

Negli ultimi anni, La Funtanazza è stata al centro di forti tensioni. Un gruppo di giovani attivisti aveva occupato l’edificio abbandonato, denunciandone il degrado e chiedendone un utilizzo sociale e ambientale. La vicenda ha dato origine a proteste, sgomberi e a un ampio dibattito sul modo in cui i beni pubblici dovrebbero essere gestiti.

Ora La Funtanazza è ufficialmente sul mercato.

Perché è così controversa?

Perché non è solo un immobile: si trova in un’area naturale protetta. Qualsiasi futuro utilizzo solleva domande cruciali:

  • Saranno previste tutele ambientali?
  • Verranno imposti vincoli per proteggere la riserva?
  • Lo sviluppo economico può convivere con la salvaguardia ecologica?

Per molti cittadini, La Funtanazza è un banco di prova: prevarrà una valorizzazione responsabile o una semplice monetizzazione?

Podere Badia a Marsala: l’agricoltura a un bivio

Un altro bene estremamente delicato è Podere Badia – Fondo Favorita, a Marsala.

Dati principali:

  • Circa 199.000 metri quadrati
  • Storicamente legato all’Istituto Agrario
  • Inserito in una zona agricola verde

Per decenni, Podere Badia ha rappresentato un polo educativo e produttivo. La sua vendita ha immediatamente acceso l’allarme tra associazioni, agricoltori e cittadini.

La preoccupazione principale?

La speculazione edilizia.

In assenza di vincoli chiari, il timore è che un’area agricola venga trasformata in qualcosa di completamente diverso. La domanda che molti pongono è semplice ma potente:
è giusto trattare un terreno agricolo ed educativo come una qualunque voce di bilancio?

Impianti sportivi: vendere ciò che già scarseggia

Anche le infrastrutture sportive rientrano nel piano.

Immobili coinvolti:

  • Piscina coperta dello stadio provinciale di Trapani (circa 990 mq)
  • Palestra provinciale di Trapani (circa 1.920 mq)

Queste strutture hanno vissuto negli anni fasi alterne di utilizzo e abbandono, ma insistono in un territorio già povero di impianti sportivi pubblici.

La loro vendita o locazione può portare entrate a breve termine, ma rischia di ridurre ulteriormente l’accesso dei cittadini allo sport, se non accompagnata da forti clausole di interesse pubblico.

Hotel e residence: turismo e controllo pubblico

Tra i beni di maggior valore figurano le strutture ricettive.

Hotel Myriam – Pantelleria

  • Circa 1.870 mq
  • Uno degli asset turistici più strategici dell’isola

Il turismo a Pantelleria è limitato e fortemente stagionale. Questo rende l’Hotel Myriam non solo un bene economico, ma un elemento chiave dell’economia locale. La vendita può attrarre investimenti e rilancio, ma pone un interrogativo centrale:
quanto controllo pubblico dovrebbe rimanere su strutture turistiche strategiche?

Residence La Pineta – Erice

  • Circa 1.232 mq
  • Situato in una delle aree turistiche più prestigiose

Significativo il fatto che La Pineta compaia sia tra i beni potenzialmente in vendita sia tra quelli disponibili in locazione. È il segno di una strategia doppia: cessione o sviluppo tramite gestione in affitto, in base alle risposte del mercato.

Case cantoniere e grandi fondi: il patrimonio nascosto

Oltre agli immobili più noti, il piano comprende:

  • Decine di case cantoniere distribuite tra Alcamo, Mazara del Vallo, Segesta, Vita, Salemi e altri comuni
  • Grandi fondi agricoli come:
    • Ex Feudo Calsalmonaco
    • Fondo Rinazzo (oltre 2 milioni di mq complessivi)

Alcuni di questi immobili sono accatastati, altri no. Nel loro insieme rappresentano un vasto patrimonio pubblico spesso ignorato.

Ex edifici pubblici: da scuole e conventi

Nel piano rientrano anche immobili ex istituzionali, tra cui:

  • Ex Convento di San Francesco – Mazara del Vallo
  • Ex edificio IPSIA di Calatafimi
  • Ex edificio IPSA di Salemi

Strutture che hanno un valore storico e sociale e il cui riuso influenzerà profondamente l’identità urbana.

Come funziona la procedura di vendita (in breve)

Come funziona la dismissione degli immobili del Libero Consorzio di Trapani?

  • Gli immobili vengono proposti tramite manifestazione di interesse
  • Segue una gara o una trattativa privata
  • L’aggiudicazione avviene al miglior prezzo superiore alla base
  • Tutti i costi (notaio, catasto, frazionamenti) sono a carico dell’acquirente
  • Le domande devono essere inviate via PEC entro 30 giorni

Una procedura semplice nella forma, complessa nelle conseguenze.

Non solo vendite: affitti e concessioni

Il Libero Consorzio ha pubblicato anche un avviso esplorativo per immobili da:

  • Affittare
  • Concedere in concessione onerosa

Si tratta di una indagine di mercato non vincolante: l’ente può interrompere o modificare il procedimento in qualsiasi momento.

Tra i beni per affitto o concessione:

  • Piscina coperta dello stadio provinciale di Trapani – in affitto
  • Palestra provinciale di Trapani – in affitto
  • Stadio polisportivo provinciale – 18.000 mq
  • Palazzetto “Vito D’Angelo” di Alcamo – concessione onerosa
  • Ex Convento di San Francesco – concessione onerosa
  • Casello ferroviario di Castelvetrano – concessione onerosa
  • Fondi a Salemi e Calsalmonaco – concessione onerosa

Questa flessibilità suggerisce che l’ente stia “testando” il mercato.

La domanda politica dietro i numeri

Dal punto di vista formale, tutto è legittimo. Dal punto di vista politico e culturale, però, emerge una domanda più ampia:

Qual è la visione del territorio del Libero Consorzio Comunale di Trapani?

Vendere La Funtanazza o Podere Badia non è solo un’operazione contabile. Significa incidere su:

  • Tutela ambientale
  • Continuità educativa
  • Accesso allo sport
  • Sviluppo turistico strategico
  • Identità sociale e culturale

Per molti cittadini, il timore non è il cambiamento, ma un cambiamento senza visione.

Valorizzazione o svendita? Il dibattito è aperto

Il termine “valorizzazione” ricorre spesso nel linguaggio amministrativo. In teoria indica il miglior utilizzo dei beni per la collettività. In pratica, avvertono i critici, rischia talvolta di diventare un sinonimo elegante di svendita del patrimonio pubblico.

Il piano del Libero Consorzio di Trapani si colloca esattamente su questo crinale.

Molto dipenderà da:

  • Qualità dei progetti presentati
  • Vincoli e tutele imposti
  • Livello di trasparenza e partecipazione civica

Una cosa è certa: il futuro di questi immobili segnerà il territorio trapanese per molti anni.

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