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Perché le vendite di cereali per la colazione sono in calo e cosa potrebbe fare il nuovo proprietario di Kellogg’s al riguardo

Le vendite di cereali per la colazione sono diminuite per decenni prima della vendita di Kellogg’s a un’azienda italiana

Ricordate i tempi in cui i cereali erano la colazione per eccellenza? Scatole colorate, mascotte divertenti e jingle accattivanti li hanno resi un punto fermo mattutino per milioni di americani. Ma negli ultimi 25 anni, quei cereali per la colazione hanno gradualmente perso il loro posto a tavola. E ora, con l’acquisizione di WK Kellogg da parte del gigante italiano del cioccolato e dei dolciumi Ferrero (produttore di Nutella e Ferrero Rocher) per 3,1 miliardi di dollari, quella tendenza è tornata alla ribalta.
Allora, cosa sta succedendo?
Le vendite di cereali freddi sono in calo da decenni, fatta eccezione per una breve ripresa durante la pandemia, quando le persone hanno avuto il tempo di gustarsene una ciotola a casa. Ma nel complesso, le vendite sono diminuite di oltre il 13% solo negli ultimi quattro anni, passando da 2,5 miliardi di scatole nel 2021 a 2,1 miliardi nel 2025.
Perché questo calo? Dipende dal cambiamento degli stili di vita e delle abitudini alimentari:

artificiali dopo le pressioni dell’opinione pubblica, lanciato nuovi mix come Frosted Flakes mescolati con Froot Loops e iniziato a offrire versioni più salutari, come i Cheerios ad alto contenuto proteico.
Gli esperti ritengono che il reparto cereali non scomparirà, ma potrebbe non tornare mai più quello di una volta. Il futuro potrebbe significare:

Il quadro generale
La vendita di WK Kellogg (che copre i cereali di Stati Uniti, Canada e Caraibi) segue la scissione di Kellogg in due società prevista per il 2023:

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